Moon day: esattamente 51 anni fa l’uomo ha toccato il suolo lunare. Il “primo uomo” è stato Neil Amstrong che, il 20 luglio 1969, pronunciò la famosissima frase ” è un piccolo passo per un uomo, ma un gigantesco balzo per l’umanità.” Eppure, idealmente, l’uomo ha raggiunto la Luna ben prima di quel giorno. Grazie alla propria immaginazione ed alla capacità di sognare. 

Ogni sognatore ha il suo Apollo 11

Se il “primo uomo“, Neil Amstrong, ha poggiato fisicamente il suo piede sul suolo lunare altri moderni sognatori lo hanno fatto ben prima di lui, ma in senso metaforico. La storia della letteratura, dell’arte, del cinema, è piena di composizioni e componimenti che hanno come soggetto la Luna. Basti pensare ai celebri versi di Giacomo Leopardi, “Che fai tu Luna in ciel?“, oppure il romanzo fantascientifico “Dalla Terra alla Luna” di Jules Verne. Il mondo cinematografico, in particolare, ha pescato a piene mani dalla letteratura. Prima pellicola fra tutte è “Viaggio nella Luna” di Georges Méliès che si ispira all’omonimo romanzo di Verne e H. G. Welles. In questo senso, tali artisti e sognatori hanno raggiunto metaforicamente la Luna ben prima di Amstrong. Se quest’ultimo è giunto sul suolo lunare grazie al modulo Apollo 11, ogni moderno sognatore ha invece utilizzato un modulo ben particolare: chi la pellicola, chi versi poetici, chi colori e pennelli.

Siamo tutti Neil Amstrong

Seguendo questo esempio, potremmo dire che ognuno di noi è Neil Amstrong. In un modo del tutto personale e soggettivo, ovviamente. Nel celebrare il “moon day” è bene ricordare quanto l’elegante satellite bianco abbia ispirato tutti coloro che hanno alzato il loro sguardo al cielo affidandogli segreti e pensieri. In questo senso, ognuno di noi ha fatto visita alla Luna in un lungo flusso di coscienza . Questo è il segreto dell’essere dei moderni sognatori: ispirarsi ed aspirare a raggiungere la Luna, andata e ritorno.